mercoledì 2 ottobre 2013
FIRMATO L'ACCORDO EDITORIALE TRA HEARTonEARTH e GAZZETTA del SULCIS
E' stato siglato nei giorni scorsi a Carbonia un accordo di partnership editoriale tra HEARTonEARTH e LA GAZZETTA del SULCIS. L'accordo, nel quadro di una attività di promozione, valorizzazione e divulgazione della realtà e della cultura geomineraria della Sardegna e delle Colline Metallifere Grossetane prevede, oltre allo scambio dei contenuti giornalistici, anche iniziative editoriali in comune.
NELLE FOTO: la firma dell'accordo del direttore de LA GAZZETTA del SULCIS, Massimo Carta, e del direttore di HEARTonEARTH Report, Alessandro Baldasserini, e la stretta di mano finale a sancire il patto editoriale.
mercoledì 4 settembre 2013
XII EGN CONFERENCE / IL FOTOREPORTAGE: CARTOLINE DAL CILENTO
I delegati sono accolti ad Ascea Marina, che ospita il 12° Congresso EGN. Il Geoparco delle Apuane e quello Minerario della Sardegna sono arrivati per primi!
L'apertura del 32° Comitato di Coordinamento con il tavolo della presidenza. Da destra a sinistra: Kristen Rangnes (Vice-Coordinatore dell'EGN), Nikolas Zouros (Coordinatore dell'EGN),Patrick Mc Keever (rappresentante dell'Unesco), Aniello Aloia(Funzionario del Geoparco del Cilento e Vallo di Diano),Amilcare Troiano (Presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni), Antonio Aloia (Sindaco di Vallo della Lucania).
Vi fareste giudicare da un Commissario così? :-) Martina Paskova coordinatrice della sessione incentrata sulle missioni di rivalidazione.
Che la festa cominci! Cucina live a cura del Masterchef Vitantonio Lombardo e dei suoi collaboratori.
giovedì 23 maggio 2013
GEOPARCO COLLINE METALLIFERE / LE "PORTE del PARCO" E LE PRESENZE FANTASMA
di ALESSANDRO BALDASSERINI
Siccome heartonearth ha l'abitudine di pubblicare notizie certe, documentate e verificate, onestà intellettuale impone di “fare le pulci” in primo luogo a noi stessi. E allora eccomi qua, pronto a fare ammenda prima che ce lo chieda qualcun altro. Il caso in questione riguarda le “Porte del Parco” del Geoparco Colline Metallifere: le cui presenze per il 2012, secondo il Direttore Alessandra Casini, sono state ben 85.000. Ventimila in meno, abbiamo scritto, delle 105.000 del 2010. Orbene: sabato 11 maggio incontro a Massa Marittima, nel corso di un interessante convegno promosso dal Geoparco, il Presidente Luca Agresti; il quale, pacato ma fermo, dice: “Il trend di presenze è costante, non abbiamo avuto nessun calo di visitatori”. Ribatto che l'aritmetica non è un'opinione: del resto, la cifra di 105.000 l'aveva tirata fuori lui nel corso di una conferenza stampa (a tal proposito, rammento che nel Report n° 1/2012 l'avevamo utilizzata per un ampio ed elogiativo servizio sulle “Porte” e nessuno, allora, si era premurato di correggerci...). La sua replica, confessa, mi sconcerta: “Si vede che era un dato sbagliato... oppure riportato male dalla stampa!”. Tuttavia, dando atto della sua mancanza di malizia, un tarlo ha cominciato a rodermi, ed abbiamo fatto così nuove e più accurate verifiche. Con quali risultati? Riecco il dato di 105.000 presenze ma, al contempo, ecco saltar fuori un altro articolo dove, in effetti, si parla (per il 2010) di 85.000 visitatori. Insomma, sarebbero vere... entrambe le cifre! Ma, prendendo per buono l'ultimo dato, e dando atto che in effetti non ci sia stato calo di presenze, come si giustifica tale discrasia? Una chiave di lettura me la offre il Sindaco di Monterotondo Marittimo, Alessandro Giannetti, anche lui presente al convegno. Ricordate le “famose” 34.000 presenze al Parco delle Biancane nel corso del 2012? “Quei dati sono sbagliati – afferma il Sindaco – perchè in realtà sono cifre aggregate di tre anni...”. Ma come è possibile, se nel 2009 i visitatori erano ben oltre i 18.700? “Il fatto è – prosegue Giannetti – che c'è un problema tra registrazione e rendicontazione delle presenze, che avviene sovente in ritardo e dove la confusione è sempre in agguato...”. Quindi, secondo quanto appurato, le presenze del 2010 sarebbero effettivamente 85.000. A cui sarebbero stati “aggiunti” i 20.000 visitatori del primo quadrimestre 2011, ingenerando così l'errore in cui siamo caduti noi e, prima ancora, lo stesso Agresti. Bene: come vedete, non ci nascondiamo dietro ad un dito. Però... Però il problema rimane: quali sono le reali presenze nel Geoparco delle Colline Metallifere? Ogni tanto spuntano cifre, come si vede effimere... Gli ultimi dati pubblici risalgono al 2009: 81.364.Non dubitiamo della parola del Direttore: e diamo atto che mantenere, in questo stato di crisi, il livello di presenze di 2 anni fa è positivo. Ma è possibile vedere i dati ufficiali, come fino a 4 anni fa? 85.000 presenze non vogliono dir nulla; dove, in che periodo, quale ricaduta: questo sì che interessa. Agresti ci ha promesso di renderli pubblici. Ed è uomo d'onore...
LA DISFIDA DI GAVORRANO / BORGHI: IL "MASSIMO" DELLA COERENZA
di Sasha O' Rourke
Tre candidati in lizza. Ma, non ce ne voglia la giovane e simpatica Muriel Berretti (Centrodestra), la partita sarà a due: da una parte, Elisabetta Iacomelli – ex Vicesindaco della passata Giunta Borghi – ora passata armi e bagagli con il PD con il “benestare” della Zarina di Tutte le Rocce; dall'altra “Lui”, il Lìder Massimo. Defenestrato due volte e pronto a tornare in sella. Anche per regolare alcuni conti...
GAVORRANO - Originario di Massa Marittima, Massimo Borghi nasce nel 1956; oggi risiede a Gavorrano con la sua famiglia, al momento in aspettativa non retribuita dal Comune.
Dal 1975 tra Bagno di Gavorrano, Grosseto e nei rispettivi partiti di sinistra, svolge ruoli politicamente attivi: durante la sua carriera politica, ha un comportamento coerente, esemplare, di cui può essere fiero: l'attuale l'ex sindaco di Gavorrano da sempre si alterna tra diverse sezioni di sinistra come FGCI, PCI, DS; alla chiusura di quest'ultima, si associa alla Sinistra Democratica, la quale lo propone alla camera per la Sinistra Arcobaleno. In seguito alla disfatta del partito, Massimo Borghi entra in Sinistra Ecologia e Libertà; nel 2009 viene eletto sindaco di Gavorrano e rieletto nelle successive elezioni anticipate del 2011 provocate dalle dimissioni in massa dei consiglieri del PD con cui era entrato in rotta di collisione, sostenuto dall'alleanza Centrosinistra Gavorranese (SEL, Psi, Gente Comune). Ma nel mese di marzo, vicinissimi alla campagna elettorale, un comunicato stampa preoccupa la comunità di Gavorrano: Borghi annuncia il suo imminente ritiro dalle prossime amministrative. Rivela il proprio disgusto verso i giochi di potere dietro ad alcuni avvenimenti recenti, mirati ad estrometterlo dalla scena politica insieme al suo tentativo di includere i cittadini liberi al governo comunale e tuttavia, alla luce delle ultime dichiarazioni, tutte queste motivazioni sembrano più un pretesto; per non parlare della “serenità” che manifesta nell'abbandonare la comunità in questa situazione. Mostra un atteggiamento decisamente alterato rispetto al 2012, quando persino dopo la sentenza alla Corte d'Appello, ammette l'errore senza perdere la grinta, chiedendosi pubblicamente perché analoghe situazioni in tre amministrazioni regionali sono state 'sanate' con discrezione mentre lo stesso principio non vale per il rappresentante di un comune. SeL e Gente Comune spingono affinché ritratti, quasi spaesati; sono addirittura pronti a non partecipare alla corsa senza Borghi a rappresentarli. Poi, il “colpo di scena”: l'ex sindaco si convince a partecipare alle elezioni, pronto a tornare alla guida del “suo” Comune. E per regolare alcuni conti in sospeso...
GEOPARCO SARDEGNA / A GIUGNO IL MEETING NAZIONALE MA IL PROGRAMMA NON C'E'
di Filippo Forte
Dal 19 al 22 giugno prossimi si terrà ad Iglesias, presso il Parco Geominerario storico-ambientale della Sardegna, il V workshop nazionale dei Geoparchi italiani. Si tratta del più importante appuntamento in calendario, che quest'anno ha una duplice valenza: in primo luogo, perchè sarà propedeutico all'altro grande evento che l'Italia (per la prima volta) ospiterà in settembre, e cioè l'Assemblea Plenaria dei Geoparchi europei che fanno parte della Rete Unesco, e che si terrà presso il Geoparco del Cilento e Vallo di Diano; ma, soprattutto, perchè si terrà alla vigilia della decisiva decisione del Coordination Committee circa la conferma o meno del Geoparco della Sardegna nella “famiglia” dell'European Geoparks Network. Una grande occasione, quindi, per i dirigenti sardi, per dimostrare la vitalità e l'efficienza della propria struttura. E invece... Invece nulla: sul sito del Parco l'evento non è nemmeno annunciato. Abbiamo da tempo, invano, richiesto il programma e l'accredito. Tutto tace: anche sul sito ufficiale dei Geoparchi non vi è traccia della manifestazione. Un altro autogol?
martedì 7 maggio 2013
MADONIE: DAL 24 MAGGIO AL 9 GIUGNO LA FESTA DEI GEOPARCHI
Dal 24 maggio al 9 giugno il Parco delle Madonie tornerà ad ospitare la "Settimana Europea dei Geoparchi". La European Geoparks Week è una festa che ogni Geopark della “European Geoparks Network” (EGN) e della “Global Geoparks Network” (GGN) dedica annualmente alla promozione del geoturismo o della fruizione del patrimonio geologico compreso in aree protette, immancabilmente collegato al patrimonio naturale e culturale.
Un programma denso di appuntamenti con tante interessantissime escursioni, gare di orienteering, convegni e tavole rotondo su temi di grande attualità, come ad esempio la corretta gestione delle risorse idriche. Ed ancora avvincenti esperienze sportive grazie alla collaborazione delle associazioni attive nel territorio che offrono un incredibile panorama di attività out door.
Occhi puntati ovviamente anche sulle risorse e le emergenze geologiche del territorio madonita e su alcune attività di particolare pregio, come l'avvincente esperienza di recupero di Villa Sgadari attraverso il progetto "Green design in Madonie".
Si chiude il 9 di giugno con un grande classico: l'Ecomaratona delle Madonie "Abies Trail" con partenza ed arrivo a Polizzi Generosa
GEOPARCO APUANE / IL 18 MAGGIO l'APUANGEODAY
Finalmente abbiamo una data certa e definitiva per l'ApuanGeoLab di Equi Terme. Sabato 18 maggio, alle ore 10, è prevista l'anteprima riservata agli operatori dell'area protetta: gestori dei Centri Visite, dei rifugi, delle strutture certificate, nonché imprenditori turistici e ambientali. Per le "Guide del Parco" poi, l'incontro del 18 maggio assumerà il valore speciale di giornata di formazione/aggiornamento, finalizzata al conseguimento o alla verifica della specializzazione in "Geoturismo": una certificazione fondamentale per poter svolgere l'attività di "Guida del Geoparco".La pre-apertura o anteprima del 18 maggio sarà un momento da dedicare interamente all'illustrazione e allo scambio di opinioni sul significato, sulle potenzialità e sul funzionamento del nuovo Museo interattivo, che è stato pensato e voluto dal Parco per favorire la conoscenza scientifica del territorio e potenziare l'offerta di servizi didattici e turistici. Sabato 18 maggio è anche l'ApuanGeoDay 2013, per cui sarà proprio l'ApuanGeoLab a farla da protagonista assoluto. Di conseguenza, l'inaugurazione ufficiale dello stesso Museo interattivo è rimandata alla seconda metà del prossimo mese di giugno, in contemporanea con l'apertura al pubblico del nuovo itinerario archeologico della Tecchia di Equi, anch'esso giunto al termine dei lavori, a cura del Comune di Fivizzano. Questo doppio evento anche per rimarcare lo stretto legame tra Parco e Comune.
GEOPARCO SARDEGNA: BINARIO MORTO
di SANDRO MEZZOLANI
Oramai il Parco Geominerario viaggia su un binario morto. Hanno scelto questa strada l'inattivismo dell'attuale Commissario Granara, il colpevole silenzio della Giunta Regionale sarda e lo scarsissimo impegno dei Sindaci Minerari.
Oramai i pochi imprenditori seri nel settore del Turismo Minerario Sardo (albergatori, guide, ecc) fanno volentieri a meno del Parco e del suo assoluto VUOTO!
Gazzetta del Sulcis, gennaio 2013: "A tale riguardo và evidenziato che finora l’organizzazione non ha brillato nella promozione ai vari livelli, ma soprattutto presso tour operators e agenzie turistiche..". GIUDIZIO INGENEROSO NEI CONFRONTI DEL MUSEO DI SERBARIU, da parte del periodico Sulcitano. Ovvio che anche questa struttura "vive" di contributi (come la medesima ed apprezzata testata giornalistica), esercitando un forte richiamo per i turisti nell'area di Carbonia. Solo il museo del Louvre a Parigi "guadagna bene", molti altri musei nel Mondo invece svolgono il ruolo di "attrattore", come il complesso dei Musei di Firenze e Roma. Nel suo piccolo anche il Museo di Serbariu è forse l'unico vero attrattore nel Sulcis; una tra le poche strutture da salvare.Ma forse il Parco Geominerario (che esiste grazie al Museo del Carbone), anzichè sponsorizzare SAGRE E SAGRETTE o costosi libri più o meno inutili, potrebbe aiutare il Museo e l'ottimo personale, non solo fornendo contributi, ma mettendo in essere un vero programma di valorizzazione.Probabilmente il disinteresse del Commissario Granara ha origini politiche, come sempre!
sabato 6 aprile 2013
I 500 EURO DELLA VERGOGNA
(s. p.) - A Civitanova Marche marito e moglie – e subito dopo, per la disperazione, il fratello di lei – si sono suicidati: lui disoccupato, lei con una misera pensione, non ce la facevano più ad andare avanti. Si sono impiccati: per la vergogna di dover chiedere aiuto ai servizi sociali. E sapete di quant'era l'assegno previdenziale mensile della signora? 500 euro. Esattamente la stessa cifra che il Geoparco delle Colline Metallifere ha corrisposto “quale compenso” a ciascuno dei quattro giurati del Premio S. Barbara. Certo, dopo le nostre rivelazioni i componenti del Comitato di Gestione devono essersi sentiti in imbarazzo, se hanno maldestramente tentato di mascherarlo come “rimborso-spese”. Ma ora riflettessero tutti coloro che avevano tentato di liquidare la vicenda come un fatto marginale di nessuna importanza. C'è solo una cosa che devono fare: vergognarsi. E restituire quei soldi allo Stato.
R@DICI / A L'AQUILA IL SALONE DEI PRODOTTI TIPICI DEI PARCHI
di Grazia Felli
Entra nel vivo l’organizzazione del primo Salone dei Prodotti Tipici dei Parchi Italiani, in programma all’Aquila dal 2 al 5 maggio: un percorso espositivo alla scoperta delle migliori produzioni alimentari delle aree protette, per mostrare tutto il loro valore in termini di qualità, cultura del prodotto e sicurezza alimentare e, pertanto, un’occasione preziosa per proporre una visione integrata tra economia rurale, produzione agroalimentare, sostenibilità e turismo.
La formula sarà quella di una mostra-mercato dei prodotti tipici delle aree protette italiane che vantano una consolidata tradizione di qualità, genuinità e autenticità. L’iniziativa, infatti, è stata pensata anche per sottolineare il legame diretto tra l’eccellenza dei prodotti e i territori sani e incontaminati e le pratiche di produzione e lavorazione sostenibili, legame che rappresenta a tutti gli effetti il caposaldo delle politiche agroalimentari delle aree protette. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga parteciperà al Salone con uno stand collettivo compartecipato con le altre aree protette abruzzesi, ovvero i Parchi nazionali d’Abruzzo, Lazio e Molise e della Majella e il Parco naturale regionale Sirente Velino, riproponendo la formula ormai consolidata dal successo di numerose partecipazioni a eventi fieristici nazionali e internazionali, come “Déstination Nature” che si tiene a Parigi proprio in questi giorni (5-7 aprile).
A tal proposito, la partecipazione dei produttori agroalimentari di qualità che operano all’interno delle aree protette abruzzesi sarà sensibilmente avvantaggiata dall’azione delle Camere di Commercio regionali, che hanno deciso di sostenere le aziende tramite l’abbattimento delle spese sostenute per l’acquisto degli spazi espositivi. Un abbattimento del 60% della spesa per singolo produttore è assicurato, in particolare, dalla CCIIAA di Teramo, mentre la CCIIAA de L’Aquila contribuirà con un finanziamento del 50%. La CCIIAA di Pescara ha optato, invece, per uno spazio espositivo istituzionale unico, all’interno del quale ospiterà le aziende di prodotti tipici dell’area pescarese.
Oltre all’esposizione e alla commercializzazione dei prodotti tipici, il Salone sarà caratterizzato da un ricco programma culturale articolato in degustazioni, laboratori, workshop e incontri che daranno l’occasione di affrontare i grandi temi legati alle produzioni enogastronomiche tipiche delle nostre aree protette.
GEOPARCHI: UNA RISORSA PER IL TURISMO
di Piero Carlesi
Geoparco... tutti sanno esattamente di che cosa si tratta? Pensiamo di no anche perché è un termine entrato nell'uso corrente relativamente di recente. I geoparchi sono aree naturali di particolare interesse geo-minerario, cui l’Unesco assegna un riconoscimento inserendoli in un’apposita Rete internazionale. In Italia sono presenti per ora 8 geoparchi. Quelli di Rocca di Cerere (En), delle Madonie (Pa), del Beigua (Ge), della Sardegna, dell'Adamello Brenta (Tn), del Cilento e Vallo di Diano (Sa), delle Colline Metallifere Grossetane e delle Alpi Apuane (Ms). Bene, la novità è che si è candidato il nono geoparco – il Sesia-Val Grande Geopark – e ora spetta all'Unesco fare le dovute valutazioni e assegnare o meno il titolo di geoparco che, oltre agli interessi scientifici ha sicuramente anche un interesse turistico. La promozione a geoparco da parte dell'Unesco di quest'area, che comprende un vasto territorio che partendo dalla Valsessera, nel BIellese, attraversa la Val Sesia e giunge alla Val Grande, a nord di Verbania, lambendo anche la Val Cannobina e l'Ossola, provocherebbe indiscutibili benefici anche per il turismo. Basti pensare che nel mondo i geoparchi sono solo 89 per cui l'Italia ne avrebbe il 10% , una percentuale altissima rispetto al ridotto territorio. Perché, ci si chiederà, è nata questa nuova domanda italiana.? La risposta è semplice e prende le mosse da una recente scoperta geologica. Nel 2009, forse si ricorderà, anche i quotidiani riportarono la notizia che in Valsesia (Vc) si era scoperto un antico supervulcano fossile di cui si poteva osservare tutto il sistema di alimentazione fino a 25 chilometri di profondità.Secondo Alice Freschi, Presidente dell'associazione Supervulcano Valsesia onlus e sindaco di Borgosesia, “il turismo derivante dalla nuova realtà porterà un grande beneficio a tutta la popolazione, oltre a far conoscere la nosta realtà a livello mondiale”. La stessa motivazione che ha spinto il GAL dell'Emilia Romagna a presentare un'altra candidatura italiana alla Rete europea dei Geoparchi, e cioè l'Emilia-Romagna Apennine Geopark, che – insieme al Sesia-Val Grande – conoscerà il proprio destino nella riunione del Coordination Committee che si riunirà il prossimo 2 settembre nel Geoparco del Cilento. In bocca al lupo!
Geoparco... tutti sanno esattamente di che cosa si tratta? Pensiamo di no anche perché è un termine entrato nell'uso corrente relativamente di recente. I geoparchi sono aree naturali di particolare interesse geo-minerario, cui l’Unesco assegna un riconoscimento inserendoli in un’apposita Rete internazionale. In Italia sono presenti per ora 8 geoparchi. Quelli di Rocca di Cerere (En), delle Madonie (Pa), del Beigua (Ge), della Sardegna, dell'Adamello Brenta (Tn), del Cilento e Vallo di Diano (Sa), delle Colline Metallifere Grossetane e delle Alpi Apuane (Ms). Bene, la novità è che si è candidato il nono geoparco – il Sesia-Val Grande Geopark – e ora spetta all'Unesco fare le dovute valutazioni e assegnare o meno il titolo di geoparco che, oltre agli interessi scientifici ha sicuramente anche un interesse turistico. La promozione a geoparco da parte dell'Unesco di quest'area, che comprende un vasto territorio che partendo dalla Valsessera, nel BIellese, attraversa la Val Sesia e giunge alla Val Grande, a nord di Verbania, lambendo anche la Val Cannobina e l'Ossola, provocherebbe indiscutibili benefici anche per il turismo. Basti pensare che nel mondo i geoparchi sono solo 89 per cui l'Italia ne avrebbe il 10% , una percentuale altissima rispetto al ridotto territorio. Perché, ci si chiederà, è nata questa nuova domanda italiana.? La risposta è semplice e prende le mosse da una recente scoperta geologica. Nel 2009, forse si ricorderà, anche i quotidiani riportarono la notizia che in Valsesia (Vc) si era scoperto un antico supervulcano fossile di cui si poteva osservare tutto il sistema di alimentazione fino a 25 chilometri di profondità.Secondo Alice Freschi, Presidente dell'associazione Supervulcano Valsesia onlus e sindaco di Borgosesia, “il turismo derivante dalla nuova realtà porterà un grande beneficio a tutta la popolazione, oltre a far conoscere la nosta realtà a livello mondiale”. La stessa motivazione che ha spinto il GAL dell'Emilia Romagna a presentare un'altra candidatura italiana alla Rete europea dei Geoparchi, e cioè l'Emilia-Romagna Apennine Geopark, che – insieme al Sesia-Val Grande – conoscerà il proprio destino nella riunione del Coordination Committee che si riunirà il prossimo 2 settembre nel Geoparco del Cilento. In bocca al lupo!
CAMERA CON VISTA SUI GEOPARCHI / ADAMELLO-BRENTA: LA GEOPERLA DELLE ALPI
di SASHA O' ROURKE
GEOPARCO: sinergia tra risorsa ambientale e risorsa economica; estensione del territorio tale da influenzare l'economia locale, grazie al particolare patrimonio geologico-morfologico ed eventuale valore educativo; sono anche necessari un certo numero di siti geologici a testimonianza dell'evoluzione del paesaggio o del valore geologico, culturale e archeologico.
PARCO NATURALE ADAMELLO BRENTA
superfice: 620,51 km2
regione: Trentino Alto Adige.
zona>provincia: Massiccio Adamello Presanella e Dolomiti di Brenta; Trento.
habitat protetto:foreste e formazioni erbose.
Flora: 1.500 specie protette.
Fauna: orso bruno, ungulati, roditori, lagomorfi, avifauna (galliformi e rapaci), erpetofauna, ittiofauna e rettili.
Storia
Nel 1967 nascono i primi due parchi protetti sul territorio italiano: Parco naturale Adamello Brenta, lato occidentale del Trentino e Parco naturale Paneveggio Pale, San Martino.
Per quanto riguarda il primo vengono selezionate come zone più a rischio, ossia con una maggiore necessità di tutela, la val di Genova, il lago di Tovel e l'ultima popolazione autoctona di orsi bruni delle Alpi.
Nei primi anni viene gestito dal Servizio Parchi della Provicia Autonoma di Trento che, data la scarsa esperienza, sfortunatamente non riesce valorizzare le possibilità ambientali e sociali che offre il Parco.
Nel 1988 viene promulgata la prima norma provinciale del parco, per tutelare le caratteristiche naturali, la promozione scientifica e l'organizzazione di attività rendendo possibile un coinvolgimento sociale, infine stabilisce che la gestione sia affidata ad un ente amministrativo con a capo un Presidente. Dopo alcuni anni questa norma ispirerà la Legge Nazionale dei Parchi Italiani. Nel 2008 a coronare il lungo percorso di costante arricchimento e miglioramento ambientale e gestionale, l'area protetta di Adamello Brenta conquista il titolo di Geoparco; oggi considerato ufficialmente patrimonio mondiale dell'umanità.
Territorio, Flora e Fauna
L'ambiente del parco è tipico dell'arco centro-meridionale del versante alpino italiano e comprende due vaste aree, morfologicamente molto diverse tra loro: le Dolomiti di Brenta e il massiccio granitico di Adamello Presanella. Le due zone sono separate dalla Val di Rendena a sua volta tagliata dal fiume Sarca.
Partendo dalle pendici dei monti troviamo sconfinate foreste di aghifoglie (abeti, faggi e larici) che superando i 1.800m di altezza vengono sostituiti da vaste praterie alpine e una caratteristica vegetazione rupestre; sino alle alte vette dove altissimi e gelidi ghiacciai (uno dei quali, considerato tra i più estesi d'Europa) si alternano ad aspre creste rocciose. Dai ghiacciai sgorgano limpidi e purissimi corsi d'acqua; il più noto è Surgiva, tutelato da uno dei numerosi progetti del gruppo Lunelli. Dalle sorgenti nascono le più spettacolari cascate, caratteristiche delle varie valli che costellano le montagne le quali ospitano anche ben 51 laghi, tra i quali il più famoso quello di Tovel.
Nei diversi ambienti sovracitati troviamo un assortimento floristico di oltre 1500 specie vegetali.
Anche la fauna, molto variegata, è tipicamente alpina: dall'orso bruno, oggi simbolo del parco, di cui estinzione è stata evitata grazie ad un'intervento mirato alla ripopolazione e l'espansione della comunità; sino alle volpi, tassi, ermellini, cervi, camosci, stambecchi (progetto di reintroduzione pluriennale), mufloni (reintrodotti dal '70), lepri, marmotte, scoiattoli, falchi, galli cedroni, allocchi, tritoni, vipere e trote.
Geoparco
Con i suoi 1.146kmq include la vasta area protetta e i comuni afferenti. Si tratta di una rete internazionale coordinata dall'UNESCO, dedita a cooperare per una costante valorizzazione delle ricchezze geologiche e a mantenere una tradizione di sviluppo sostenibile.
I NUOVI CANDIDATI ITALIANI ALLA RETE EUROPEA / SESIA-VAL GRANDE PER UN SUPER GEOPARCO
TORINO – (R. P.) Si è tenuta presso la sede operativa del Parco Nazionale Val Grande la conferenza stampa di presentazione della candidatura da parte del Parco Nazionale Val Grande e dell’Associazione “Supervulcano Valsesia ONLUS” per il riconoscimento del “SESIA-VAL GRANDE GEOPARK”. Erano presenti il presidente del Parco Val Grande prof. Pier Leonardo Zaccheo, il presidente dell’associazione “Supervulcano Valsesia ONLUS”, nonché sindaco di Borgosesia, dott.ssa Alice Freschi, la vicepresidente della suddetta associazione dott.ssa Marinella Merlo e il direttore del Parco, dott. Tullio Bagnati. Con la presentazione ufficiale della candidatura da parte del Parco Nazionale Val Grande e dell’Associazione “Supervulcano Valsesia ONLUS”, si è avviata formalmente la procedura per il riconoscimento del “Sesia-Val Grande Geopark” nell’European and Global Geopark Network (EGN e GGN) sotto l’egida dell’ UNESCO.La candidatura unitaria di un territorio esteso dalla Val Grande alla Valsesia e alla Valsessera, passante per la Val Strona e comprendente la valle Cannobina e la media Ossola, è il risultato di uno sforzo congiunto del Parco Nazionale e dell’Associazione “Supervulcano Valsesia ONLUS” che, sulla base di una specifica indicazione del comitato scientifico dell’EGN, hanno uniformato le loro proposte originarie in un ambito omogeneo di candidatura. Entrambe le realtà infatti stavano già operando da tempo, da una parte per il riconoscimento a geoparco dei territori della Valsesia, Valsessera, Prealpi Biellesi, Val Strona e Alte Colline Novaresi poste in corrispondenza dell’area occupata dal supervulcano fossile, dall’altra per analogo riconoscimento del territorio del parco nazionale Val Grande. Attraverso la firma di un Protocollo di intesa il Parco e l’Associazione si sono impegnati a condividere non solo i principi della conservazione del patrimonio geologico dei territori interessati promossa a livello mondiale dalla rete dei geoparchi, ma anche le politiche per la protezione, l’accrescimento e lo sviluppo economico del patrimonio geologico presente nel territorio. Al fine di definire gli indirizzi gestionali del geoparco e coordinare le rispettive azioni le parti hanno concordato di istituire un Comitato per la gestione del geoparco. Attraverso infine la sottoscrizione di una “Carta dei Principi” si sono raccolte le adesioni delle amministrazioni locali non direttamente coinvolte nell’Ente parco e nell’Associazione, raggiungendo così il numero di 85 amministrazioni locali coinvolte con i loro territori nella candidatura. “Fin dalla sua costituzione - dichiara la Presidente dell’Associazione “Supervulcano Valsesia ONLUS”, dr.ssa Alice Freschi, Sindaco di Borgosesia - l’Associazione sta perseguendo la candidatura a Geoparco sotto gli auspici dell’Unesco. Ora con l’accordo stipulato con il Parco Nazionale della Val Grande e il sostegno di tutte le comunità di un territorio divenuto molto ampio questo traguardo è molto più vicino. Siamo sicuri che il turismo derivante dalla nuova realtà porterà un grande beneficio a tutta la popolazione oltre a far conoscere la nostra realtà a livello mondiale”.“L’ingresso nella Rete Europea e Globale UNESCO dei Geoparchi porterà - secondo il Presidente el Parco prof. Zaccheo - un riconoscimento internazionale sull’insieme dell’area e dei suoi geositi, pensiamo altresì che lo stesso progetto servirà a promuovere la crescita culturale e lo sviluppo socio-economico della nostra comunità”.
GEOPARCO SARDEGNA / LA "SAGRA" DEGLI AUTOGOL
(a. b.) - Abbiamo riservato il tradizionale spazio dell'Editoriale al comunicato dei dipendenti del Geoparco minerario della Sardegna, con il quale viene certificato senza ombra di equivoci il fallimento dell'inetta gestione-Granara. Sia chiaro: le colpe non sono solo sue, anzi: i principali responsabili portano i nomi di Ugo Schettino Cappellacci, di Stefania Prestigiacomo – che ha “partorito” questo pasticciaccio – e di Corrado Clini, il più inconcludente e vanesio Ministro dell'Ambiente avuto in questi 30 anni. Detto ciò, non si può tacere il ruolo del duo Granara-Usalla, che ha smantellato il Parco pezzo per pezzo svilendolo con iniziative a dir poco curiose. Una vera e propria Sagra degli autogol, specialità della “ditta”, che rischia di vanificare gli sforzi in vista del Meeting di giugno.
mercoledì 3 aprile 2013
GEOPARCO SARDEGNA / I DIPENDENTI: "SITUAZIONE INSOSTENIBILE, FUTURO A RISCHIO"
NOSTRO SERVIZIO
(T. P.) IGLESIAS - Stato di agitazione dei dipendenti del Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna. Il personale dell’ente, commissariato dal 2005, è stato assunto con i cosiddetti “contratti di somministrazione” attraverso leamite agenzie interinali ma è precario dal 2007. I dipendenti sono attualmente undici: Maria Greca Angioni, Pietrangelo Loru, Nicola Collu, Daniela Tidu, Francesco Muntoni, Roberto Rizzo, Patrizia Medas, Piergiulio Pisanu, Giorgia Pinna, Alberto Monteverde e Stefano Sernagiotto. Il Parco Geominerario si trova però da tempo in un grave rischio di esclusione dalla rete Unesco, legato alla mancanza di un organico permanente che garantisca l’attività dell’ente e la necessaria continuità nella pianificazione e realizzazione delle attività programmate. «L’esclusione dalla rete Unesco – scrivono in una nota i dipendenti – potrebbe significare la soppressione dell’ente e dunque la conseguente perdita del contributo annuale che lo Stato versa per il suo funzionamento e che è pari a un milione e 600 mila euro, cifra che evidentemente sarebbe sottratta alle già esigue risorse della Sardegna«. La situazione di precarietà del Parco Geominerario è dovuta principalmente ai tagli che il Governo Nazionale sta mettendo in atto da tempo. Nel 2008 i finanziamenti erogati dallo Stato sono stati 2 milioni e 400 mila euro. Ma di anno in anno queste risorse sono state ridotte sempre di più. La normativa assegna al Parco Geominerario la qualifica di ente pubblico non economico assimilato agli enti di ricerca che sono esclusi dai tagli. I dipendenti denunciano inoltre che « c’è stata una riduzione del personale in carico all’ente con un organico che era già ampiamente insufficiente qualche tempo fa e con una situazione che è diventata insostenibile». Il personale del Parco, sentite le istanze di tutti i dipendenti domanda quindi alla dirigenza dell’Ente, ma anche alle istituzioni nazionale e regionali «l’immediato superamento, della condizione di precarietà, garantendo la ripresa dei contratti, in forma più lunga e assicurando un periodo non inferiore a sei mesi unicamente finalizzato alla gestione degli impegni più urgenti. Chiedono inoltre la successiva e improrogabile stabilizzazione del personale esistente con garanzia del mantenimento degli odierni livelli occupazionali».
(T. P.) IGLESIAS - Stato di agitazione dei dipendenti del Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna. Il personale dell’ente, commissariato dal 2005, è stato assunto con i cosiddetti “contratti di somministrazione” attraverso leamite agenzie interinali ma è precario dal 2007. I dipendenti sono attualmente undici: Maria Greca Angioni, Pietrangelo Loru, Nicola Collu, Daniela Tidu, Francesco Muntoni, Roberto Rizzo, Patrizia Medas, Piergiulio Pisanu, Giorgia Pinna, Alberto Monteverde e Stefano Sernagiotto. Il Parco Geominerario si trova però da tempo in un grave rischio di esclusione dalla rete Unesco, legato alla mancanza di un organico permanente che garantisca l’attività dell’ente e la necessaria continuità nella pianificazione e realizzazione delle attività programmate. «L’esclusione dalla rete Unesco – scrivono in una nota i dipendenti – potrebbe significare la soppressione dell’ente e dunque la conseguente perdita del contributo annuale che lo Stato versa per il suo funzionamento e che è pari a un milione e 600 mila euro, cifra che evidentemente sarebbe sottratta alle già esigue risorse della Sardegna«. La situazione di precarietà del Parco Geominerario è dovuta principalmente ai tagli che il Governo Nazionale sta mettendo in atto da tempo. Nel 2008 i finanziamenti erogati dallo Stato sono stati 2 milioni e 400 mila euro. Ma di anno in anno queste risorse sono state ridotte sempre di più. La normativa assegna al Parco Geominerario la qualifica di ente pubblico non economico assimilato agli enti di ricerca che sono esclusi dai tagli. I dipendenti denunciano inoltre che « c’è stata una riduzione del personale in carico all’ente con un organico che era già ampiamente insufficiente qualche tempo fa e con una situazione che è diventata insostenibile». Il personale del Parco, sentite le istanze di tutti i dipendenti domanda quindi alla dirigenza dell’Ente, ma anche alle istituzioni nazionale e regionali «l’immediato superamento, della condizione di precarietà, garantendo la ripresa dei contratti, in forma più lunga e assicurando un periodo non inferiore a sei mesi unicamente finalizzato alla gestione degli impegni più urgenti. Chiedono inoltre la successiva e improrogabile stabilizzazione del personale esistente con garanzia del mantenimento degli odierni livelli occupazionali».
GEOPARCO SARDEGNA / STATO D'AGITAZIONE: IL COMUNICATO DEI DIPENDENTI
Si desidera portare a conoscenza delle Istituzioni interessate, dell’opinione pubblica e degli organi di informazione quanto segue:
premesso che il Consorzio del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna è commissariato dal 2005, e che i dipendenti, assunti con contratti di somministrazione tramite agenzie interinali, sono precari dal 2007, con rinnovi contrattuali lesivi della dignità professionale e umana che limitano la necessaria continuità operativa anche in termini di qualità e produttività di un ente con caratteristiche complesse;
considerato il grave rischio di esclusione dalla rete UNESCO legato alla mancanza di uno Organico permanente che garantisca l’attività dell’Ente e la necessaria continuità nella pianificazione e realizzazione delle attività programmate;
sottolineato che la possibile esclusione potrebbe significare la soppressione dell’Ente e la conseguente perdita del contributo annuale che lo Stato versa per il suo funzionamento pari a 1,6 milioni di euro; cifra che evidentemente sarebbe sottratta alle già esigue risorse della Sardegna e certo dirottata verso altri lidi;
preso atto della progressiva riduzione del personale in carico all’Ente, già con organico ampiamente insufficiente, che impone attività eterogenee costringendo ad operare nei campi più diversi allo scopo di surrogare le componenti professionali assenti;
sentite le istanze di tutti i dipendenti, Il personale del Parco Geominerario ha convenuto in modo unanime di domandare quanto segue:
1) l’immediato superamento della condizione di precarietà, garantendo la ripresa dei contratti in forma più lunga e assicurando un periodo non inferiore a sei mesi unicamente finalizzato alla gestione degli impegni più urgenti.
2) la successiva e improrogabile stabilizzazione del personale esistente, con garanzia del mantenimento degli odierni livelli occupazionali.
Considerato quanto sopra esposto, i Dipendenti dell’Ente con la presente dal 28 marzo
DICHIARANO LO STATO DI AGITAZIONE PERMANENTE
nell’attesa di una sollecita quanto responsabile risposta non solo da parte della Dirigenza dell’Ente ma anche da parte degli Enti e delle istituzioni Nazionali e Regionali che hanno a cuore la stessa vita del Parco Geominerario.
I dipendenti del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna
venerdì 29 marzo 2013
GEOPARCO SARDEGNA / I DIPENDENTI IN STATO D'AGITAZIONE
di SANDRO MEZZOLANI
STATO DI AGITAZIONE AL PARCO GEOMINERARIO: i dipendenti interinali del Consorzio del Parco Geominerario sono in agitazione dal 28 marzo perchè non intravedono un futuro lavorativo certo. Mi associo ai dipendenti, non senza rimarcare che buona parte dei problemi dell'Ente Parco, derivano da una sciagurata gestione commissariale, zeppa di sagre ed altri eventi che con il Parco Geominerario nulla c'entravano.Agli EX COLLEGHI, che spero possano essere stabilizzati (a differenza di quanto accaduto al sottoscritto, cacciato per mere questioni politiche), chiedo di denunciare con forza (e coraggio) la gestione del Commissario Granara, gli sprechi, i soldi buttati al vento e la "sostanziale" assenza del Parco Geominerario, quindi anche la loro.Il testo integrale del Comunicato è presente nel sito dell'Ente Parco, all'indirizzo
www.parcogeominerario.eu
CAMERA CON VISTA SUI GEOPARCHI / LE MADONIE
di SASHA O' ROURKE
In vista del XII Meeting dell'European Geoparks Network che si svolgerà, per la prima volta in Italia, dal 4 al 6 settembre nel Parco del Cilento passiamo in rassegna gli 8 geoparchi italiani. Seconda tappa: MADONIE
TURISTI (NON) PER CASO
GEOPARCO: sinergia tra risorsa ambientale e risorsa economica; estensione del territorio tale da influenzare l'economia locale, grazie al particolare patrimonio geologico-morfologico ed eventuale valore educativo; sono anche necessari un certo numero di siti geologici a testimonianza dell'evoluzione del paesaggio o del valore geologico, culturale e archeologico.
PARCO DELLE MADONIE
superfice:39.941ha
regione: Sicilia
zona>province: Palermo
gestione: Ente Parco regionale delle Madonie
fauna protetta: Lepre italica, Riccio europeo occidentale, Farfalla diurna, Daino.
Territorio
Dal punto di vista ambientale è possibile individuare 3 distinte zone territoriali:
•fascia costiera (nord) caratterizzata da uliveti secolari e macchie di farassini da manna, sugheri, castagni, quercie e concentrazioni di agrifoglio (Piano Pomo).
•catena montuosa (centro) un'area vasta che presenta un manto boschivo di faggio, olmo ed esemplari di specie endemiche (Abies Nebrodensis).
•zona meridionale del parco ambivalente, da una parte assolata e spoglia o verdeggiante e mite, dall'altra formata da dorsi montani e dolci colline principalmente occupate da coltivazioni di orzo e frumento.
Geologicamente possiamo distinguere il sistema montuoso in 3 gruppi essenzialmente diversi:
•carbonatico panormide, duro calcare corallifero sviluppatosi nell'area centrale ad alte quote (Pizzo Carbonara).
•carbonatico di base, forma i rilievi occidentali, principale Monte dei Cervi.
•siliceo argilloso depositi del versante nord-orientale
Fauna
La popolazione faunistica del parco è molto prosperosa: presenta quasi tutti i mammiferi, il 70% circa degli uccelli nidificanti e il 60% dei rettili di tutta la Sicilia.
Le specie principali che possiamo individuare sono il cinghiale, il daino (progetto di tutela), la volpe rossa, il
riccio europeo occ., la lepre italica (10 anni di protezione) e le farfalle diurne.
Flora
Il ricco patrimonio floristico delle Madonie è composto da una vegetazione singolare al livello regionale ma soprattutto nazionale; le bellissime fioriture costellano e impreziosiscono i territori del Parco delle Madonie con i loro colori incantevoli. L'Astragolo e la Viola dei Nebrodi (pendici di pizzo Carbonara) adornano le alte quote, insieme alla bellissima Poenia (marzo-giugno), al Lino delle fate siciliane (monte Quacella) e alla rara Stellina di Gussone tipica degli habitat calcarei. Pregiate specie endemiche, quali l'Aubrezia siciliana, il Trifoglio di Bivona Bernardi si contrappongono alle rarità siculo-calabre come il Cardo niveo e lo Spillone dei Nebroidi.
Punti d'Interesse
Vallone Madonna degli Angeli, punto di grande interesse per chi visita il Parco, "casa" dell'Abete delle Madonie quale principale espressione naturalistica e ruolo fondamentale nella storia del popolamento arboreo della regione.
Piano Pomo, la sua peculiare vegetazione è un'attrazione grazie ai suoi Agrifogli giganti, di cui alcuni esemplari hanno fino a 300 anni.
Piano Battaglia, unica stazione sciistica del lato occidentale dell'isola, è possibile praticarvi anche alpinismo e sci di fondo, in estate meta di escursionisti.
Santuario Madonna dell'Alto, dalle vette è visibile quasi tutta la Sicilia; principalmente meta del turismo religioso, strutture (abbazie, santuari, chiese, conventi) periodicamente raggiunte da fedeli e pellegrini in virtù di un culto alquanto diffuso nella zona.
Gole del Tiberio, modellate dall'erosione dell'acqua, sono un'attrazione per escursionisti e appassionati di sport fluviali.
Quest'anno, il Geoparco delle Madonie è “sotto osservazione” ed è in attesa dell'ispezione della Commissione Unesco per la riconferma nella Rete europea dei Geoparchi.
PRESENTATA A PARIGI LA GUIDA DEI GEOPARCHI ITALIANI
dal nostro corrispondente
PARIGI – (S. G.) Lo scorso 21 marzo, è stato presentato a Parigi, presso la sede dell'UNESCO in Place de Fontenoy, il nuovo volume dedicato ai Geoparchi Italiani. Il libro è stato promosso in occasione del 31° meeting del Comitato di Coordinamento della Rete Europea dei Geoparchi riunitosi per la consueta riunione operativa primaverile. Il testo - curato dal Geoparco del Cilento e Vallo di Diano per conto del Forum Nazionale dei Geoparchi Italiani - illustra lo straordinario patrimonio geologico, biologico e storico-culturale degli otti geoparchi riconosciuti nell'ambito delle reti internazionali Europea e Globale, istituite sotto l'egida dell'UNESCO.I Geoparchi delle Madonie e di Rocca di Cerere (in Sicilia), del Beigua (in Liguria), dell'Adamello Brenta (in Trentino), delle Alpi Apuane e delle Colline Metallifere (in Toscana), del Cilento e Vallo di Diano (in campania) e della Sardegna, sono raccontati attraverso un'esposizione dei loro territori, con un approfondimento sui siti di principale interesse e con informazioni sui musei ed i centri visita presenti in loco.nLa pubblicazione, inoltre, è completata da due articoli a cura del Responsabile della Sezione Global Earth Observation presso l'UNESCO (Patrick Mc Keever) e del Coordinatore della Rete Europea dei Geoparchi (Nickolas Zouros), oltre che da una descrizione delle funzioni e delle attività condotte dal Forum Nazionale dei Geoparchi Italiani.
Di grande utilità, infine, tutti i riferimenti per contattare i geoparchi e i diversi organismi nazionali coinvolti nelle politiche di tutela e di valorizzazione del patrimonio geologico in Italia. L'iniziativa editoriale - pubblicata contestualmente in doppia lingua (italiano ed inglese) - è stata patrocinata dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ISPRA, da Geoitalia - Federazione Italiana di Scienze della Terra, dal Consiglio Nazionale dei Geologi e da Federparchi.
PREMIO S. BARBARA / LO SCANDALO DEI 500 EURO AI GIURATI
Il Parco delle Colline Metallifere sostiene che heartonearth report rovista tra la spazzatura: allora vuol dire che il suo sito internet è un cassonetto dell'immondizia, dato che la Delibera n° 12 del 20 aprile 2012 l'abbiamo trovata lì... Per il Corriere di Maremma il caso dei 500 euro erogati dal Parco ai quattro componenti la Giuria del Premio Letterario S. Barbara è già “chiuso” ed archiviato. Una bolla di sapone: “si tratta di rimborsi spese”. Ci dispiace, ma non è così. E' lo stesso Parco a parlare di “compenso” quando a pag. 3 al Punto 2 della Delibera si legge: “Di procedere all'impegno dell'importo complessivo di Euro 2.000, quale compenso da corrispondersi ai componenti”. Più chiaro di così! More solito, il Parco la butta poi in caciara per evitare di rispondere ad altre domande ben più imbarazzanti. La principale è questa: è opportuno ricompensare con ulteriori 500 euro chi già intrattiene o ha intrattenuto rapporti professionali con il Teatro delle Rocce ed il Parco stesso? A noi, francamente, pare di no, ed il fatto stesso che il Parco si sia affrettato maldestramente a giustificarsi parlando di “rimborso-spese” la dice lunga in merito... Quindi, per il futuro, una volta deciso di dare un compenso ai giurati, sarà bene stabilire una clausola: “Non possono far parte della Giuria coloro che hanno o hanno già avuto rapporti professionali con il Parco e il Teatro delle Rocce”. Questo per evitare che si usino soldi pubblici per pagare gli “Amici di...”. Quest'ultimi, se vogliono, vengano gratis, com'era sempre finora avvenuto.
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